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Sardi
Sardes

A 95 km a est di Smirne, Sardi sorgeva sulle pendici del monte Tmolo (odierno Bog dag), tra i fiumi Pactolo ed Ermo. Già abitata in età neolitica, nel 685 a.C. diventa la capitale del regno lidio con Gige, fondatore della dinastia dei Mermnadi. Conquistata da Alessandro nel 344 a.C., la città passa poi ai Seleucidi, e nel 189 è annessa al regno di Pergamo, finché nel 133 i Romani la incorporano alla provincia d’Asia. Nel 17 d.C. è distrutta da un terremoto, e ricostruita da Tiberio; nel 615 subisce il saccheggio di Cosroe II. Nel 1390 diventa possesso definitivo degli Ottomani. A partire dal 1958 le università americane di Harvard e Cornell hanno finanziato campagne annuali di scavo che hanno rivelato importanti costruzioni di epoca ellenistica e romana (il tempio di Artemide, il ginnasio, lo stadio e il teatro) ma soprattutto hanno dimostrato, con la scoperta di una importante sinagoga, la vitalità delle comunità giudaiche dell’Asia Minore. Gli scavi hanno portato alla luce anche la presenza di diverse chiese. La più importante si trova nei pressi del tempio di Artemide e servì fin dagli albori della comunità cristiana come cappella funeraria dell’adiacente cimitero. Il ritrovamento di diverse monete nel sito ha convinto gli archeologi che la parte più antica degli edifici cristiani di Sardi è antecedente al 400 d.C., con modifiche e ampliamenti nel VI secolo. A Sardi è indirizzata la quinta e più severa delle sette lettere dell’Apocalisse (Ap 3,1-6).

  • Nella foto: il ginnasio di Sardi.
  • © Edizioni Terra Santa, Turchia luoghi cristiani e itinerari paolini, Milano 2015