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Nicea
Iznik

A circa 130 km a sud-est di Istanbul, sorge questa città dal nome così evocativo. Conserva ancora testimonianze del suo glorioso passato; tra queste sono degne di nota le possenti mura a doppia cinta e la chiesa di Santa Sofia (dove nel 787 si tennero le sedute del VII Concilio ecumenico). La città fu fondata da Antigono che le diede il nome di Antigonea, in onore della moglie. Dopo averla conquistata, Lisimaco volle chiamarla Nicea. Nicea fu capitale della Bitinia fino al 264 a.C., anno di fondazione della nuova capitale del regno, Nicomedia.
Nel corso dei secoli fu sempre un centro di grande rilevanza. Tuttavia le sue vicende sono legate soprattutto alla storia del cristianesimo. Stando alla tradizione, a evangelizzare la città sarebbe stato l’apostolo Andrea. Prima del 325, anno in cui l’imperatore Costantino vi convocò il primo Concilio ecumenico, non possediamo notizie riguardanti la comunità cristiana della città. Il Concilio fu indetto a motivo della dottrina di Ario, che negava la divinità di Cristo. È noto che i lavori conciliari furono aperti dall’imperatore Costantino in persona e che si concluse con la condanna della dottrina eretica. Ma la crisi ariana con tinuò a segnare la storia della città. Infatti nel 328 Teognide, condannato all’esilio insieme ad Ario, riottenne il seggio episcopale di Nicea. Fu Teodosio il Grande a porre fine a questo filone ariano, quando nel 380-381 depose l’ariano Ipazio sostituendolo con l’ortodosso Doroteo.
A Nicea si svolse anche il VII Concilio ecumenico (787) in cui fu dibattuta la questione iconoclasta. I 325 vescovi presenti sottoscrissero una lettera a favore del culto delle immagini indirizzata al Concilio da parte di Adriano I, vescovo di Roma, sancendo così il ristabilimento del culto.

  • Foto di Sarah Murray (2010): rovine del teatro romano.
  • © Edizioni Terra Santa, Turchia luoghi cristiani e itinerari paolini, Milano 2015