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Hagia Sophia
Istanbul

Eretta da Costantino e consacrata dal figlio Costanzo nel 360 alla Sapienza Divina, Santa Sofia risale nella struttura attuale a Giustiniano, che volle farne la basilica cristiana più sontuosa del mondo. Squadre di diecimila operai lavorarono al comando degli architetti Artemio di Tralle (Aydin) e Isidoro di Mileto. Fu utilizzato materiale prezioso fatto venire da ogni parte dell’impero. Otto colonne di marmo verde provenivano da Efeso (dal ginnasio o dal tempio di Artemide), otto colonne di porfido dal tempio di Giove Eliopolitano di Baalbek,
altre colonne di granito dall’Egitto; mattoni leggerissimi erano stati cotti a Rodi. Allo sfavillio
d’oro dei mosaici faceva riscontro l’oro massiccio della mensa dell’altare e l’argento dorato del trono patriarcale.da Divina, Santa Sofia risale nella struttura attuale a Giustiniano, che volle farne la basilica cristiana più sontuosa del mondo. Il giorno dell’inaugurazione (548), l’imperatore poteva ben esclamare: «Gloria a Dio che mi ha ritenuto degno di compiere quest’opera. Ti ho superato, o Salomone!». A Santa Sofia furono celebrati il secondo, il terzo e il quarto Concilio ecumenico di Costantinopoli.
Ancora oggi questa costruzione (m 77×71) lascia senza fiato per le sue ardite linee architettoniche. La cupola raggiunge i 55 metri d’altezza; il diametro della volta è di 31 metri.
Gli otto grandi scudi circolari con i nomi, in arabo, di Allah, di Maometto e dei primi sei califfi, la nicchia del mihrab, il mimber e la loggia del sultano all’interno della basilica, cosi come i quattro minareti all’esterno, ci ricordano che Santa Sofia è stata moschea per quasi quattro secoli, finché nel 1923 Kemal Atatürk, il padre della Turchia moderna, la trasformò
in museo.

  • Nella foto: l’interno di Hagia Sophia. Foto di Damiano Serpi.
  • © Edizioni Terra Santa, Turchia luoghi cristiani e itinerari paolini, Milano 2015