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Efeso

Colonia ionica nel XI sec. a.C., divenne nei secoli VII e VI la più potente città della Decapoli ionica. Intorno alla metà del V secolo fu sotto la sovranità della Lidia, poi della Persia, da cui Alessandro Magno la liberò nel 334. Riorganizzata da Lisimaco sulle due colline di Pion a nord e Coresso a sud (ora rispettivamente Panayr Dagi e Bülbül Dagi), e divenuta il gran porto dell’Asia Minore, fu oggetto di contesa fra i diadochi (i generali di Alessandro che si contesero l’impero alla sua morte). Nel 190 a.C. fu posta sotto il controllo degli Attalidi dai Romani che, avutala in possesso nel 133, la fecero capitale della provincia d’Asia. A parte gli eccidi dei “vespri efesini” perpetrati nell’84 a.C. da Mitridate del Ponto contro i cittadini romani alla fine della sua quadriennale occupazione della città, Efeso godé sotto Roma di un altro periodo di enorme prosperità e splendore. Saccheggiata nel 700 e nel 716 dagli Arabi che tornavano dagli infruttuosi assedi di Costantinopoli, la popolazione, che aveva già cominciato a lasciare la zona del porto nel IV secolo, si trasferì definitivamente sulla collina di Ayasuluk, dove sorgeva la chiesa di San Giovanni (oggi compresa nella città di Selçuk, un paio di chilometri a nord-est del sito di Efeso). Era solo un’ombra pallidissima del suo glorioso passato quando nel 1426 Murat II la rese possedimento definitivo degli Ottomani.
La Via Arcadiana. Così chiamata dal nome dell’imperatore Arcadio (395-408) che la restaurò,
era la strada di marmo lunga 530 m, lussuosamente porticata e illuminata di notte, che congiungeva il porto al teatro della città. Altra importante arteria cittadina era la cosiddetta
“Via di marmo” (per le lastre con cui fu rivestita nel IV sec. d.C.), che portava dalla biblioteca al teatro.
Gli edifici pubblici. Venticinquemila spettatori trovavano posto nell’enorme e lussuoso teatro scavato sulle pendici occidentali del monte Pion. Nella sua forma attuale, fu iniziato sotto Claudio (34-41 d.C.) e terminato sotto Traiano (98-117). È in questo teatro che ebbe luogo la rivolta contro san Paolo. Tra gli altri edifici pubblici notevoli, ricordiamo: l’odeon, costruito verso la metà del II secolo d.C. dai ricchi coniugi efesini P. Vedio Antonino e Flavia Papiana, che poteva contenere duemila spettatori; il ginnasio settentrionale e quello orientale, dovuti l’uno ai due mecenati appena citati e l’altro a Flavio Damiano, genero dell’ultimo dei Vedii (III sec. d.C.) e comprendenti palestra, terme e sala per il culto imperiale; i complessi termali, tra cui le grandiose terme del Porto o di Costantino, edificate nel II sec. d.C. e restaurate da Costantino II (IV sec.), e le terme di Scholastikia, cristiana efesina del IV secolo; l’agorà ellenistica, quadrilatero di m 110 con clessidra centrale, e l’agorà romana di età flavia (I sec. d.C.); lo stadio (m 230×30) risalente al tempo di Nerone (I sec. d.C.), con un portale monumentale del III-IV sec.; il palazzo civico o bouleuterion, eretto nel III sec. a.C. e ricostruito sotto Augusto. Notevole infine il ninfeo di Traiano, fontana monumentale che nel 102-114 Tiberio Claudio Aristione realizzò in onore dell’imperatore Traiano, la cui statua colossale collocata nella nicchia centrale del piano inferiore fu rinvenuta in stato frammentario. Oltre al culto di Artemide, Efeso ospitava numerosi templi (di cui rimangono solo rovine) intitolati a divinità pagane (come il grandioso Serapeio) o a imperatori romani (come l’imponente tempio a Domiziano e quello molto elegante ad Adriano).
Biblioteca di Celso. In soddisfacente stato di conservazione è la biblioteca eretta nel II sec. d.C. da C. Giulio Aquila in memoria del padre, C. Giulio Celso Polemeano, proconsole della provincia di Asia nel 106. Fu una delle più famose biblioteche dell’Antichità, distrutta da un incendio nel 262 e in seguito da un terremoto. Statue della Virtù, della Scienza, della Fortuna e della Sapienza decoravano il primo dei due ordini di colonnati della grande facciata. Una statua di Atena troneggiava nell’abside centrale della parete occidentale della sala interna (m 16,50×11) dove, su tre piani, si allineavano manoscritti e pergamene. Oltre alla biblioteca, Efeso poteva vantare anche un Museion, che sorgeva dove attualmente si trova la diroccata chiesa del Concilio e che certamente ospitava un gruppo di studiosi dediti a lezioni, ricerche, dibattiti.
Chiesa di Santa Maria o del Concilio. Basilica a tre navate sorta nel IV secolo sul Museion della città, si tratta della prima chiesa intitolata alla Madonna, indizio della possibile presenza della Vergine in questi luoghi. Vi si celebrarono due importanti concili (431 e 449), il primo dei quali condannò il nestorianesimo (che sosteneva la separazione delle due nature, umana e divina, di Cristo), scagliandosi così contro «chi non confessa che l’Emmanuele è veramente Dio e quindi che la Santa Vergine è Madre di Dio, dal momento che generò secondo la carne il Verbo di Dio incarnato».

  • Nella foto: la Biblioteca di Celso, a Efeso.
  • © Edizioni Terra Santa, Turchia luoghi cristiani e itinerari paolini, Milano 2015