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La diffusione dell’Islam nel mondo

L’islam, la seconda religione al mondo per diffusione (circa 1.200 milioni di credenti) è maggioritario nel Nordafrica, in tutta la regione mediorientale e in Turchia, e di qui, procedendo verso Oriente, nelle ex-Repubbliche sovietiche caucasiche (Kazakistan), in Iran, Afghanistan, Pakistan, Bangladesh, Malaysia, Singapore e Indonesia, più minoranze significative nella Russia asiatica, in India e nelle Filippine. Anche nell’Africa «nera», particolarmente nella fascia immediatamente a sud del Sahara e lungo la costa orientale, l’islam è molto ben radicato.

Verso l’Asia

Per quanto abbia una vocazione universalista, l’islam rimane a tutt’oggi una religione prevalentemente asiatica. Oltre all’islam della regione mediorientale, dove oggi sorgono i giovani – e talvolta ricchi, grazie al petrolio – stati arabi di Egitto, Siria, Giordania, Iraq, Arabia Saudita, Yemen, riconosciamo in Asia diversi islam, a seconda della dinamica della diffusione.

Il gruppo etnolinguistico turco, musulmano al 95%, si estende ben oltre l’attuale Turchia, dai Balcani alla Cina. I turchi sono musulmani formalmente dal 751, anche se di fatto l’islam vi penetra dal X secolo. È con l’impero ottomano (XIV-XX secolo) che l’islam turco conquista una posizione preminente nel mondo musulmano, perché il sultano concentra nelle sue mani i segni del potere dell’islam sunnita: il califfato, le reliquie del Profeta, potere di chiamare alla jihad, la «guerra santa».

Le Repubbliche dell’Asia centrale ex-sovietica e il Kazakistan sono sunniti d’origine etnolinguistica turca. Se si sommano altri gruppi di diversa provenienza, si vede che i musulmani dell’ex-Unione Sovietica arrivano a 50 milioni di persone, mentre in Cina vi sono solo «piccole» comunità (15 milioni di fedeli).

L’Iran diviene musulmano sin dall’inizio dell’islam, ed è teatro di una compenetrazione reciproca con la cultura persiana; mentre è solo dal XVI secolo che diviene la roccaforte dei musulmani sciiti. Oggi è uno dei grandi stati musulmani, e il suo sistema di governo si sforza di attuare l’ideale teocratico sciita.

L’India conosce l’islam nel XIII secolo, a opera di turchi iranizzati, ma da allora l’egemonia degli imperatori musulmani durerà fino alla colonizzazione britannica, mentre si assiste all’assunzione di elementi indù nell’islam, in particolare la divisione in caste. La divisione attuale del subcontinente in due stati, Pakistan a prevalenza musulmana e India a prevalenza indù, è frutto di questo passato. L’islam indiano è centrale sul piano economico e culturale. Da qui si avvia, lungo i traffici mercantili trai porti arabi e iraniani e quelli della Cina meridionale, la lenta penetrazione (XIII-XV secolo) fino all’Indonesia, che oggi rappresenta la comunità musulmana più numerosa al mondo (150 milioni), ma in uno stato il cui ordinamento è laico.

Verso l’Africa e verso l’Europa

L’espansione dell’islam nel Nordafrica, compiutasi alle origini, avviene su territori bizantini quanto a governo, e berberi quanto a popolazione. Questi popoli subiscono due distinti processi, di arabizzazione e di islamizzazione. Anche qui, oggi, troviamo giovani stati a grande prevalenza islamica: Algeria, Tunisia, Marocco, Libia. Nell’Africa nera invece la penetrazione dell’islam segue le correnti commerciali transahariane e transoceaniche: assume pertanto carattere urbano, concentrandosi in particolare nei porti, e solo in epoca contemporanea assume un profilo più marcatamente proselitistico, in forza del forte sostegno economico proveniente dai paesi arabi produttori di petrolio. Tra i paesi islamici di queste zone, rientrano oggi Senegal, Gambia, Mali, Niger e Nigeria, Ciad, Sudan, Etiopia, Somalia, Tanzania, Malawi…

L’Europa conosce una prima, forte penetrazione arabo-musulmana in Spagna e in Sicilia nell’Alto Medio Evo, accompagnata dal dominio dei «saraceni» su tutto il Mediterraneo; di ciò oggi rimangono importanti tracce nella cultura e nelle tradizioni, ma non nell’affiliazione religiosa della popolazione. Le conquiste ottomane del XV secolo radicano invece l’islam balcanico, che oggi rimane maggioritario in Bosnia Erzegovina, Kosovo, Montenegro e Albania, e con minoranze significative in Macedonia e Bulgaria. La presenza attuale dell’islam nei paesi dell’Europa occidentale è legata alle immigrazioni recenti, ed è perciò estremamente composita, ma si può ricondurre a tre gruppi principali: i magrebini, i pakistani e i turchi, in corrispondenza dei paesi più interessati: la Francia, la Gran Bretagna, la Germania. Senza dimenticare i flussi crescenti verso la Scandinavia, il Belgio, l’Olanda, l’Austria, la Spagna e naturalmente l’Italia.